Marcie Freestyle
See this thing. See inside what spins without purchase. Close your eyes. Absolutely no salesmen will call. Relax. Lie back.
I want nothing from you. Lie back. Relax. Quality soil washes right out. Lie back. Open. Face directions.
Look. Listen. Use ears I'd be proud to call our own. Listen to the silence behind the engines' noise. Jesus, Sweets,listen.Hear it?
It's a love song.
For whom?
You are loved.
jeudi, février 28, 2008
un quarto di secolo.
caselli d'autostrada, tutto il tempo si consuma
ma venere riappare sempre fresca dalla schiuma
la foto della scuola non mi assomiglia più
ma i miei difetti sono tutti intatti
e ogni cicatrice è un autografo di dio
nessuno potrà vivere la mia vita al posto mio
per quanto mi identifichi nel battito di un altro
sarà sempre attraverso questo cuore
e giorno dopo giorno passeranno le stagioni
ma resterà qualcosa in questa strada
non mi è concesso più di relegarti i miei casini
mi butto dentro vada come vada
siamo come il sole a mezzogiorno beibèèèèè
senza più nessuna ombra intorno beibèèèèèèèè
siamo come il sole a mezzogiorno beibèèèèè
senza più nessuna ombra più nessuna ombra intorno, baby
un bacio e poi un bacio e poi un bacio e poi altri cento
teoricamente il mondo è più leggero di una piuma
nessun filo spinato potrà rallentare il vento
ma tutto quel che brucia si consuma
e sogno dopo sogno sono sveglio finalmente
per fare i conti con le tue promesse
un giorno passa in fretta e non c'è tempo di pensare
muoviamoci che poi diventa sera
siamo come il sole a mezzogiorno beibèèèèè
senza più nessuna ombra intorno beibèèèèèèèè
siamo come il sole a mezzogiorno beibèèèèèè
senza più nessuna ombra più nessuna ombra intorno, baby
gente che viene, gente che va, gente che torna, gente che sta
il sole se la ride in mezzo al cielo a guardare noi che ci facciamo il culo
è un gioco, mezzogiorno di fuoco, è un lampo sulle armature, in guardia
niente da capire, mi specchio in una goccia di sudore
siamo come il sole a mezzogiorno beibèèèè
siamo come il sole a mezzogiorno, senza più nessuna ombra intorno
siamo come il sole a mezzogiorno, senza più nessuna ombra intorno
siamo come il sole a mezzogiorno beibèèèè
siamo come il sole a mezzogiorno beibèèèèèèèèèèèè
dimanche, février 17, 2008
le mie più sentite congratulazioni a Vicino di Casa, finalmente riuscito a prendere parte ad un puntata di Pimpami la Vita Sociale.
ieri sera, andando a dormire con le membra distrutte da 15km di passeggiata nella campagna inglese e specificamente nel di essa fango, io e Boifriend abbiamo sentito una ragazza, o anzi direi un'inconfondibile Giovane Trescia, prodursi nella sguaiata e mbriaca risata che ne costituisce il tipico verso pre-accoppiamento, rispondendo ad ogni cinque parole di lui con questo armonioso rumore. stamattina alle nove e mezzo, la risata è ricominciata più forte che mai.
yeeeeeeeeeeeh Vicino di Casa! adesso però se le metti un calzino in bocca oppure l'accompagni per mano avangulo e ci lasciate leggere il giornale senza colonna sonora di nitriti, ve ne saremo eternamente grati.
dimanche, février 10, 2008
down in Albion
2. le donne inglesi hanno deciso che la moda della primavera-estate è il "jumpsuit", cioè il vestito unico, la tuta da operaio, o da pinziner che dir si voglia. se la pestifera moda dei leggings stava bene a 2 donne su 300, quella del jumpsuit non sta bene a NESSUNO, nemmeno a kate moss: è proprio un capo d'abbigliamento che riesce a distruggere il fascino di qualsiasi forma umana. e già fremo all'idea di quanti ne vedrò in giro quest'anno, visto che settimanali anche normalmente non troppo idioti e scollegati dalla realtà della moda europea come Grazia stanno urlando ai quattro venti: lo sappiamo che vi sembrerà un'idea idiota, ma credeteci!, è figo davvero!. amiche, è un'idea idiota. a meno che non siate il donno delle pulizie di Scrubs, vi prego, astenetevi.
3. bestemmiando come scaricatori di porto toscani e lanciando chiavi inglesi in aria cercando di riprenderle con i denti dopo aver fatto una capriola, io e Boifrend ci siamo finalmente attrezzati con una poltrona letto, per altro a quanto sembra molto comoda. qualcuno mi ha detto che quando si comincia a fare gesti volgari a degli oggetti inanimati è ora di trovare un bravo terapeuta con cui discutere di anger management. ad ogni modo! adesso avete finito le scuse per non venire a trovarmi, amici cerase. sono aperte le scommesse su quante dita dei miei amici verranno mozzate nelle imperscrutabili e imprevedibili operazioni necessarie all'apertura e chiusura della suddetta poltrona.
mardi, février 05, 2008
sì ok, lo so. comunque non potevo permettere che diventasse proprio un mese...
ma sto cercando di licenziarmi da uno dei miei due lavori, tentativo che viene incontrato con indici nelle orecchie e potenti "LA LA LA LA LA LA " da parte del mio capo, e sono stata nel frattempo un po' promossa all'altro lavoro, quello che mi piace. sto rifacendo daccapo tutte le domande di un anno fa, compilando chilometri di stupide carte, chiedendomi a volte perché passo le mattine di sole al mio solito banco alla Senate House visto che in teoria in questo preciso momento non sono una studentessa. ma anyway. sto anche per comprare una meravegiosa poltrona letto della solita salvifica ikea, per poter dare una sistemazione decente a chi dice che mi verrà a trovare nei prossimi tempi.
mentre le mie migliori amiche stanno *tutte* tornando single [complimenti per il tempismo! farlo prima che andassi a convivere, durante uno a caso dei mesi in cui sono stata single, no eh?! ma mi rendo conto che non sia proprio colpa vostra se molti uomini sono in realtà bambini alti], io progetto ritorni in italia per feste di laurea e per vedere magari quest'estate per la prima volta altro sud che la campania, e un viaggio in asia nel quale vogliamo credere, e certi giorni non posso evitare di pensare che sto facendo tutto questo per uno stipendio, se va bene, da operaio non specializzato per almeno cinque anni, ma poi non importa, ho visto cose a torino che voi umani, e ho letto set this house on fire sul divano di pelle di fondo del caffè di brick lane, e la mattina mi alzo pensando a chretien de troyes, ma che ve lo dico a fare.
ho visto jeff golblum e rivisto kevin, poi l'agognato cirque du soleil, e delle molte cose al cinema sono rimasti solo american gangster, control, e la delusione amara di sweeney todd.
so che è presto per la primavera, ma le giornate si stanno allungando, c'è il sole da due giorni (!), io ripenso alle giornate dolci a richmond e hampstead heath e cerco di immaginare l'holly bush senza s. che per allora sarà a roma o su una nave qualsiasi. londra mi ha un po' preso in contropiede, e com'è come non è non sono ancora stufa. mi piace molto la versione di heart of glass dei nouvelle vague. ho scoperto di essere molto brava con azalee e giacinti, ma un disastro con i ciclamini. e ho ritrovato l'amore per i gianduiotti.
mardi, janvier 08, 2008
mardi, janvier 01, 2008
2007, postcards.
le poltroncine in prima fila dell'old vic; lo square mile deserto e ghiacciato alla tre del mattino; una porta usata come tavola in campo della bragora; le mille luci della città e il rumore del vento dalla finestra della casa in cima alla collina a new cross gate; cioccolata in tazza a place des abbesses; la cattedrale di york al crepuscolo; da una rete metallica sospesa nel vuoto, la vista sull'auditorium della RAH; la scrivania al quarto piano della senate house, sedia in fondo a destra; il roseto di castle howard; foglie di menta in bicchieri alti e pieni di ghiaccio; un salotto pieno di scatoloni; vari quotidiani del weekend sparpagliati su vari letti, in varie case; pane tostato con la marmellata; pile asimmetriche di libri sulla moquette blu; pile asimmetriche di libri sopra un grande tavolo di legno; inglesi sdraiati sui plaid nel cortile di somerset house; il cubo sopra il national theatre rosa, verde, rosso, dalle finestre alte di un doubledecker che va verso sud; l'erba alta ad hampstead heath; tori amos vestita di bianco; sedie basse di legno mentre l'aria diventa blu scuro, candele accese nei bicchieri; borsoni ikea pieni di vestiti da lavare; cieli cristallini e plumbei attraverso le finestre gotiche della maughan; i miei piedi fradici nelle ballerine rosse mentre il temporale allaga broadway market; il ten bells visto dal divano di pelle sulla parete di fondo; contenitori di alluminio pieni di lamb akhni bengalese; molte scenografie diverse allo young vic ma nessun palco; il selciato umido che riflette le lucine bianche e blu lungo il south bank; sacchettini alla lavanda home-made con un paio di calze vecchie; domenica mattina sedute a mangiare al jacquemart-andré; un paio di orecchie a sventola che non mi ricordavo di aver mai notato; un vestito di seta verde a pois; scaffali pieni di bagels e cheesecake, in fila circondata da ubriachi, poliziotti, puttane, ragazzini in jeans molto aderenti; le salite e le discese di islington, delle scale nascoste in un giardino che poi non ho mai più trovato; il bancone dei formaggi dai camisa; una sinagoga costruita nel cortile sul retro di una casa in princelet street; rose rosse da potare a piedi scalzi; il mare che scintilla poco oltre la fine del royal mile, le risate e il whisky in una cantina rossa piena di jazz; i kensington gardens in un pomeriggio che segnava la fine dell'autunno, i colori caldi delle foglie in contrasto con l'aria freddissima; le colline rosse e dolci sotto asolo; ciclamini rosa chiaro e rosa scuro sotto le veneziane marroni, al mattino presto.
filtreremo moltissimo bene per avere fortuna nell'anno bisesto.
le poltroncine in prima fila dell'old vic; lo square mile deserto e ghiacciato alla tre del mattino; una porta usata come tavola in campo della bragora; le mille luci della città e il rumore del vento dalla finestra della casa in cima alla collina a new cross gate; cioccolata in tazza a place des abbesses; la cattedrale di york al crepuscolo; da una rete metallica sospesa nel vuoto, la vista sull'auditorium della RAH; la scrivania al quarto piano della senate house, sedia in fondo a destra; il roseto di castle howard; foglie di menta in bicchieri alti e pieni di ghiaccio; un salotto pieno di scatoloni; vari quotidiani del weekend sparpagliati su vari letti, in varie case; pane tostato con la marmellata; pile asimmetriche di libri sulla moquette blu; pile asimmetriche di libri sopra un grande tavolo di legno; inglesi sdraiati sui plaid nel cortile di somerset house; il cubo sopra il national theatre rosa, verde, rosso, dalle finestre alte di un doubledecker che va verso sud; l'erba alta ad hampstead heath; tori amos vestita di bianco; sedie basse di legno mentre l'aria diventa blu scuro, candele accese nei bicchieri; borsoni ikea pieni di vestiti da lavare; cieli cristallini e plumbei attraverso le finestre gotiche della maughan; i miei piedi fradici nelle ballerine rosse mentre il temporale allaga broadway market; il ten bells visto dal divano di pelle sulla parete di fondo; contenitori di alluminio pieni di lamb akhni bengalese; molte scenografie diverse allo young vic ma nessun palco; il selciato umido che riflette le lucine bianche e blu lungo il south bank; sacchettini alla lavanda home-made con un paio di calze vecchie; domenica mattina sedute a mangiare al jacquemart-andré; un paio di orecchie a sventola che non mi ricordavo di aver mai notato; un vestito di seta verde a pois; scaffali pieni di bagels e cheesecake, in fila circondata da ubriachi, poliziotti, puttane, ragazzini in jeans molto aderenti; le salite e le discese di islington, delle scale nascoste in un giardino che poi non ho mai più trovato; il bancone dei formaggi dai camisa; una sinagoga costruita nel cortile sul retro di una casa in princelet street; rose rosse da potare a piedi scalzi; il mare che scintilla poco oltre la fine del royal mile, le risate e il whisky in una cantina rossa piena di jazz; i kensington gardens in un pomeriggio che segnava la fine dell'autunno, i colori caldi delle foglie in contrasto con l'aria freddissima; le colline rosse e dolci sotto asolo; ciclamini rosa chiaro e rosa scuro sotto le veneziane marroni, al mattino presto.
filtreremo moltissimo bene per avere fortuna nell'anno bisesto.
dimanche, décembre 23, 2007
scusate il ritardo.
no, è che sono arrivata in Italia e le prime cose che ho visto e sentito sono state le seguenti:
1. una divertentissima registrazione in cui due ottimi imitatori recitavano una versione caricaturale e picaresca di come suonerebbe una telefonata di raccomandazioni e richieste di favori tra un primo ministro e un direttore di rai fiction, se, tipo, succedessero di queste cose, per dire;
2. il leader dell'opposizione dichiarare che nella rete di stato si lavora solo prostituendosi o con una tessera di sinistra;
3. un ragazzo vestito da cane che strillava che ha dato fuoco alla cucina ed è crollata la palazzina, stai attenta ragazzina;
4. un illustre salotto televisivo in cui massimo giletti moderava un dibattito sulle scelte sentimentali di carla bruni e il ruolo della suocera nella vita di sarkozy, introducendo quale ospite più autorevole in materia barbara alberti, che "sa tutto della vicenda perché ha degli amici che vivono in francia".
e intanto, mentre il Paese viene inghiottito sempre di più dai suoi sei chilometri di curve dalla vita, le mie amiche più care progettano trasferimenti che spaziano da edimbra a pechino, e io sono uscita a prendere un caffé con una persona che non vedevo da a momenti dieci anni.
però poi torno!
no, è che sono arrivata in Italia e le prime cose che ho visto e sentito sono state le seguenti:
1. una divertentissima registrazione in cui due ottimi imitatori recitavano una versione caricaturale e picaresca di come suonerebbe una telefonata di raccomandazioni e richieste di favori tra un primo ministro e un direttore di rai fiction, se, tipo, succedessero di queste cose, per dire;
2. il leader dell'opposizione dichiarare che nella rete di stato si lavora solo prostituendosi o con una tessera di sinistra;
3. un ragazzo vestito da cane che strillava che ha dato fuoco alla cucina ed è crollata la palazzina, stai attenta ragazzina;
4. un illustre salotto televisivo in cui massimo giletti moderava un dibattito sulle scelte sentimentali di carla bruni e il ruolo della suocera nella vita di sarkozy, introducendo quale ospite più autorevole in materia barbara alberti, che "sa tutto della vicenda perché ha degli amici che vivono in francia".
e intanto, mentre il Paese viene inghiottito sempre di più dai suoi sei chilometri di curve dalla vita, le mie amiche più care progettano trasferimenti che spaziano da edimbra a pechino, e io sono uscita a prendere un caffé con una persona che non vedevo da a momenti dieci anni.
però poi torno!
